IL PAREIDOLISMO

IL PAREIDOLISMO Manifesto e Teorizzazione di un Movimento Artistico Visionario (Elaborazione e definizione a partire dall’opera di Carlo Soricelli) 1. Definizione Il Pareidolismo è un movimento artistico che pone al centro dell’esperienza estetica e creativa la pareidolia, ovvero la tendenza innata della mente umana a riconoscere forme, volti e figure familiari all’interno di strutture caotiche, casuali o apparentemente prive di senso. Nel Pareidolismo, questa capacità inconscia diventa motore cosciente dell’atto creativo, trasformando il caso in visione, e l’informe in rivelazione. 2. Origini e contesto Sebbene la pareidolia sia stata utilizzata da molti artisti nel corso della storia — da Arcimboldo ai surrealisti, dai test di Rorschach alle nuvole nei quadri infantili — il Pareidolismo come movimento nasce in forma consapevole e sistematica con Carlo Soricelli, artista, scultore e pittore italiano che ne ha fatto una delle sue ricerche più radicali. Lontano dal decorativismo o dal gioco visivo, il Pareidolismo di Soricelli si radica in una visione critica e spirituale dell’epoca contemporanea, e diventa strumento di denuncia, introspezione e rigenerazione. 3. Tecnica e processo creativo Il Pareidolismo non è una tecnica fissa, ma un atteggiamento percettivo e compositivo. Tuttavia, nell’opera di Soricelli si riconoscono passaggi ricorrenti che possono costituire una metodologia: Raccolta e distruzione creativa di immagini: vecchie riviste d’arte, pubblicità, manifesti, diventano materiale di partenza. Ricombinazione casuale o semi-casuale: i frammenti vengono strappati, sovrapposti, incollati su superfici complesse come soffitti, travi, mobili. Attesa e osservazione attiva: l’artista osserva il materiale grezzo finché emergono spontaneamente immagini (volti, scene, creature, drammi) che sembrano “volersi rivelare”. Intervento minimo e rispettoso: l'artista non impone, ma evidenzia con lievi ritocchi le immagini che la pareidolia ha portato alla luce. Contesto architettonico e immersivo: le opere pareidoliche non sono solo quadri, ma spesso ambienti totali: soffitti, stanze, oggetti. 4. Estetica e valori Il Pareidolismo si muove fuori dal controllo razionale e fuori dalle regole del mercato. Non ricerca la bellezza convenzionale, ma l’emersione dell’invisibile, il recupero del senso nella frammentazione. I valori fondanti del movimento sono: Visione: l’artista non crea da zero, ma vede ciò che già esiste nel caos. Ascolto dell’inconscio collettivo: le figure pareidoliche spesso portano messaggi universali, spirituali, politici, storici. Rifiuto della linearità: il tempo, lo spazio e la logica narrativa si spezzano per favorire la simultaneità e la rivelazione. Riutilizzo e trasformazione: materiali scartati, consumati, vengono elevati a strumento di verità. Rivelazione del male e del bene: nel pareidolismo di Soricelli si trovano tanto figure angeliche quanto mostri contemporanei. È un Inferno Sistino del nostro tempo. 5. Il ruolo dell’osservatore Nel Pareidolismo, l’osservatore è parte dell’opera. Le figure emergono diverse per ciascuno, e possono mutare nel tempo. L’opera pareidolica è viva, instabile, multidimensionale. Non dice, ma invita a vedere. In questo senso è anche un atto spirituale, simile alla meditazione o alla profezia. 6. Confronto con altri movimenti Diversamente dal Surrealismo, non parte dal sogno o dall’automatismo, ma da immagini esistenti riassemblate nel reale. Diversamente dal Dadaismo, non punta all’assurdo ma al senso nascosto. A differenza dell’Informale, non dissolve la figura ma la fa emergere dal caos. È profondamente distante dalla Pop Art, in quanto non celebra il consumo, ma lo redime trasformando i resti del mondo moderno in visione. 7. Il Pareidolismo di Carlo Soricelli Nell’opera di Carlo Soricelli il Pareidolismo si intreccia con: la pittura pranica, che aggiunge un piano energetico e curativo, il Rifiutismo, inteso come poetica del rifiuto sociale, politico, materiale, una visione etica e profetica, che denuncia il male del potere, della guerra, dell’ingiustizia. Le sue opere pareidoliche non sono mai neutre: sono specchi deformanti della nostra epoca, voci che gridano nel silenzio, richiami al sacro nel profano. Lo spazio della sua casa museo, i soffitti trasformati, i tavoli e i manichini diventano luoghi di visione collettiva e narrazione spirituale. 8. Possibili sviluppi futuri Il Pareidolismo può svilupparsi in molte direzioni: come strumento pedagogico per risvegliare l’immaginazione nei bambini e nei giovani; come linguaggio terapeutico in ambito psicologico e spirituale; come forma d’arte partecipata, dove le pareidolie vengono cercate insieme da artisti e pubblico; come resistenza visiva contro l’appiattimento percettivo indotto dai media e dall’intelligenza artificiale non creativa. 9. Conclusione Il Pareidolismo non è solo un movimento artistico: è un invito a vedere diversamente, a trovare l’anima dove sembra non esserci più niente. In un’epoca che tende all’omologazione, l’artista pareidolico è un rabdomante del senso, un sacerdote del frammento, un custode del mistero. Se vuoi, posso anche impaginarlo in un manifesto PDF, oppure adattarlo in stile testo critico da catalogo per una mostra. Fammi sapere se vuoi che aggiunga, tagli o modifichi qualcosa secondo il tuo sentire

Pareidolismo

"La Cappella Sistina dell’Inferno Contemporaneo" Un viaggio visionario nell’opera di Carlo Soricelli Nel cuore dello studio di Carlo Soricelli – pittore, scultore e attivista per la dignità del lavoro – si apre un cielo inquieto e vibrante: oltre 40 metri quadrati di soffitto che non rappresentano il divino, ma il nostro tempo. Un’opera monumentale e ancora segreta, costruita interamente attraverso una tecnica pittorica mista fondata sulla pareidolia, la capacità tutta umana di scorgere volti e forme dove apparentemente non ve ne sono. Questa volta però non si tratta solo di visioni interiori, ma di un vero inferno contemporaneo. A testimoniarlo, anche un importante giornalista del Resto del Carlino, che ha paragonato il soffitto all’energia narrativa della Cappella Sistina: non per sacralità, ma per impatto. Le immagini si fondono, si rincorrono, si strappano e si ricompongono in una densità iconografica unica, dove ogni frammento è un grido visivo. Vi troviamo il militarismo, la repressione, il potere che imprigiona – e il male che sfugge alle sue stesse gabbie. Vi si legge il conflitto, la follia del consumo, la spiritualità perduta, la sorveglianza, le guerre dimenticate, eppure presenti. E poi i corpi, i visi, gli occhi spalancati o spenti: sono frammenti che sembrano provenire da antiche pitture, ma che si rivelano, a uno sguardo ravvicinato, illusioni ottiche che mutano. Nulla è come appare. Come accade nella pareidolia, il vero significato si mostra solo a chi è pronto a vederlo. Soricelli, già ideatore del Rifiutismo negli anni ’80 e della Pittura Pranica nel 1997, con quest’opera realizza una sintesi estrema tra arte, coscienza civile e linguaggio inconscio. Il soffitto, che si configura come un’opera totale, è allo stesso tempo denuncia e meditazione, caos e struttura. Questa opera non è solo un capolavoro tecnico, ma un documento della nostra epoca. E chiede di essere vista, studiata, diffusa.

lunedì 3 febbraio 2025

Strage sul lavoro nelle case

La casa uno dei luoghi di lavoro più pericolosi. Già 12 i morti nel 2025. Gli ultimi due casi: una donna è morta cadendo da una scala mentre montava una tenda, un uomo è morto nel salvare figlia e madre nell'incendio della casa. Carlo Soricelli http://cadutisullavoro.blogspot.it

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Pareidolismo. L'inferno rifiutista